Mai Arrendersi

Messaggio e messaggero racchiusi in un’unica parola “RESILIENZA“.

Il Colonnello del Ruolo d’Onore dell’Esercito Italiano, Carlo Calcagni, Paracadutista e Pilota istruttore di volo, impegnato nel 1996 in una missione di Pace in Bosnia Erzegovina, contrae in quei luoghi di guerra, terribili malattie evolutesi negli anni in gravi patologie multiorgano, tra cui una malattia neurologica, cronica, degenerativa e irreversibili.

Padre di due splendidi figli, Francesca, 14 anni, e Andrea, di 11, oggi continua la sua lotta per la sopravvivenza sottoponendosi da circa 17 anni a quotidiane e massicce terapie farmacologiche e a plasmaferesi settimale. Vive grazie all’amore per i suoi figli e alla passione per lo sport, il ciclismo, che lo ha visto, più volte, Vincitore e Campione, anche prima di ammalarsi, con all’attivo oltre trecento gare ciclistiche, nazionali ed internazionali.
Ancor più straordinaria la sua capacità, dopo la scoperta della terribile malattia, di salire nuovamente sul gradino più alto del podio da atleta Paralimpico.
Gli obiettivi che motivano e alimentano la sua rara tenacia, nel sopportare psicologicamente i quotidiani dolori, sono continuare a gareggiare, vincere e aiutare chi soffre.
Il suo motto “MAI ARRENDERSI” lo accompagna nel suo percorso in sella alla bici che, per la perdita di equilibrio ed il parchinsonismo, a causa della malattia neurologica, è divenuta un TRICICLO, da lui definito “VOLANTE”.
Ed è una vera magia quella che lui riesce a compiere pedalando con una condizione clinica gravissima che fermerebbe chiunque!
La sua storia di vita, di militare e di atleta, è stata riassunta nei suoi punti più salienti nel Docufilm “IO SONO IL COLONNELLO“ realizzato dal Regista Michelangelo Gratton

Numerosi i riconoscimenti, anche Internazionali, ricevuti dal Docu-Film, dalla storia rappresentata e dall’interprete che è lo stesso Carlo Calcagni. Proprio così!
La sua forza è la sincerità: nessun timore a farsi vedere mentre affronta le terapie quotidiane.
È consapevole dei suoi mali e non ne fa un mistero perché vuole mandare un messaggio di coraggio, di forza, di fede e di speranza, con il suo esempio!
Carlo non ha la presunzione di dire a chi, come lui, soffre e vive malattie degenerative gravi e irreversibili, di sorridere alla vita, sempre e comunque!
Il suo è un “MAI ARRENDERSI” fatto di:
“Vivi tutto ciò che puoi e assapora le emozioni che ti porta… le sofferenze non scompariranno… la malattia non si fermerà… ma avrai dato un senso diverso alle tue nuove albe… mentre i tuoi tramonti non avranno solo il significato di un giorno in più cancellato sul calendario della vita… perché quel giorno lo avrai vissuto intensamente… avrai preso e lasciato un segno della tua esistenza. Tutti dobbiamo morire ma non ha senso vivere in attesa che ciò avvenga.
Mi avevano detto che la mia vita sarebbe stata breve e soprattutto devastata dalla malattia, eppure lotto per godere ancora delle sorprese che ha in serbo per me… e sono qui a poter abbracciare i miei figli… a conoscere persone che non avrei potuto incontrare se fossi rimasto in un angolo a vivere nel buio… il mio messaggio é di porsi un obiettivo da realizzare il giorno dopo e poi ancora un altro… se riuscirò a raggiungerlo significherà che vivo e non sopravvivo!
Ogni traguardo non è un punto d’arrivo… ma diventa per me… sempre… un nuovo punto di partenza.
Tutto è possibile se ci credi veramente!”

Questo è Carlo!

“Chissà quale obiettivo raggiungerà oggi e quale si prefisserà per domani”
– dice l’amministratore delegato Boldi Franco che ha chiesto a Carlo di diventare Testimonial di XEOS – “intanto oggi è qui nei nostri laboratori, presso il quartier generale di XEOS di Brescia, dove abbiamo iniziato a testare la tecnologia di telemonitoraggio, in continua evoluzione e sviluppo, che ora passa alla fase pratica”.

Grande Carlo, prosegui così e porta ovunque con te la tua forza, la tua energia, il tuo esempio, per rendere virale il desiderio di avere sempre un obiettivo da raggiungere “DOMANI!“